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In Gazzetta ufficiale europea, serie L96/6 del 19.03.2021, è stato pubblicato Regolamento (UE) 2021/468 della Commissione del 18 marzo 2021 che modifica l’allegato III del regolamento (CE) n. 1925/20061 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le specie botaniche contenenti derivati dell’idrossiantracene.

 

Il regolamento limita la vendita di alcuni alimenti e integratori alimentari che contengono derivati dell’idrossiantracene (HAD) e si applicherà a partire dall’8 aprile 2021.

Come noto gli HAD sono sostanze naturalmente presenti in alcune piante, tra cui comuni verdure (es. piselli, fagioli, lattuga, insalata iceberg, ecc.).

Secondo il parere EFSA del 2016, tali sostanze sono responsabili dell’effetto benefico sul miglioramento della funzione intestinale, ma per la stessa Autorità (EFSA 2018), alcuni HAD sarebbero responsabili di effetti nocivi per la salute dei consumatori.

La Commissione UE, sulla base di tale parere, ha pertanto previsto il divieto all’uso in o come alimenti di:

  • “Aloe-emodina e tutte le preparazioni in cui è presente tale sostanza”;
  • “Emodina e tutte le preparazioni in cui è presente tale sostanza”;
  • “Preparazioni a base di foglie di specie di Aloe contenenti derivati dell’idrossiantracene”;
  • “Dantrone e tutte le preparazioni in cui è presente tale sostanza”.

 

Non tutti i preparati da Aloe spp. sono proibiti. Il regolamento specifica, infatti, nel considerando 10, che: “Durante la fabbricazione è possibile rimuovere i derivati dell’idrossiantracene dalle preparazioni botaniche mediante una serie di processi di filtraggio, ottenendo così prodotti che contengono solo tracce di tali sostanze sotto forma di impurezze”.

 

Sul significato di tracce, in termini quantitativi, non sono date ulteriori delucidazioni, nemmeno nei considerando. Ma secondo quanto riportato nel verbale della riunione del Comitato permanente della Commissione europea e degli Stati membri del 5 ottobre 2020, è chiarito il significato di tale restrizione:

Il divieto non si applica alle preparazioni di Aloe utilizzate in prodotti che, pronti per l'uso dopo la preparazione secondo le istruzioni del produttore, contengono un livello analitico inferiore a 1 ppm di aloe-emodina e/o 1 ppm di emodina e/o 1 ppm di aloina A + aloina B”.

Il valore legale di quanto riportato in un verbale di riunione è praticamente nullo, ma è comunque un riferimento, se pur non a carattere vincolante, così come è necessario ricordare che al momento non esistono metodi analitici “ufficialmente riconosciuti” per effettuare tali analisi anche come controllo ufficiale.

Esistono comunque metodi analitici convalidati, con un livello di quantificazione di almeno 1 ppm, che possono essere usati per le verifiche  

Verifiche che devono comunque riguardare, sottolineiamo, dato il campo di applicazione del Regolamento CE 1925/06, il prodotto pronto all’uso nelle condizioni indicate dal fabbricante.

Solo per quanto riguarda l’Aloe spp., è comunque possibile ridurre il contenuto di HAD, in particolare quando si utilizza il gel della foglia interna dell’aloe, attraverso processi di purificazione.

Tali derivati quindi potranno continuare ad essere utilizzati negli alimenti e negli integratori alimentari e la presenza di HAD nei preparati di Aloe dovrà quindi essere verificata analiticamente.

Le misure restrittive non riguardano, inoltre, le preparazioni di Aloe spp. quando usate come aromatizzanti negli alimenti. Il Regolamento CE 1925/06 esclude, salvo pregiudizio, gli aromi dal suo campo di applicazione, essendo gli stessi coperti dal regolamento (CE) n. 1334/2008.

Il divieto, inoltre, non si applica ai seguenti vegetali e parti di vegetali, messi in periodo di sorveglianza per 4 anni, il cui status sarà rivisto entro il 2025:

  • “Preparazioni a base della radice o del rizoma di Rheum palmatum L., Rheum officinale Baillon e loro ibridi contenenti derivati dell’idrossiantracene”;
  • “Preparazioni a base di foglie o frutti di Cassia senna L. contenenti derivati dell’idrossiantracene”;
  • “Preparazioni a base di corteccia di Rhamnus frangula L. o Rhamnus purshiana DC. contenenti derivati dell’idrossiantracene”.

 

Per queste preparazioni stiamo collaborando con SITOX per predisporre la raccolta dei dati da sottoporre all’Autorità europea per la sicurezza alimentare ai fini della valutazione della loro sicurezza. Tale raccolta dovrà contenere dati nuovi, visto che quanto presente in letteratura è già stato visto da EFSA con i risultati che conosciamo.

Tra i dati che EFSA non ha mai visto ci sono anche i test che dimostrano la non genotossicità di Aloe spp. e aloe-emodina ed i nuovi ulteriori dati che entro 18 mesi da oggi dovranno essere disponibili sulle tre ulteriori specie considerate (R. palmatum e officinale, Cassia senna, R. frangula e purshiana).

 

Il regolamento, come detto, entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea e quindi l’8 aprile p.v. ed è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Non sono pertanto previsti periodi transitori per i prodotti non conformi, “ritenendo la Commissione UE che le imprese a fronte del parere EFSA del 2018 abbiano avuto tutto il tempo per adeguare i propri prodotti”.

 

 

 

 1 Regolamento (CE) n. 1925/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 dicembre 2006 sull'aggiunta di vitamine e minerali e di talune altre sostanze agli alimenti (GU europea L 404/26 del 30.12.2006).