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Secondo uno studio pubblicato sulla British Medical Journal, una dieta ricca di acidi grassi omega 3 contribuisce alla riduzione della frequenza del mal di testa rispetto ad una dieta con un normale apporto di acidi grassi omega 3 e omega 6.

L’emicrania è uno dei più comuni disturbi neurologici ed affligge più di un milione di persone globalmente. Negli ultimi anni si è notata l’introduzione di nuovi trattamenti preventivi per l’emicrania, ma l’interesse dei pazienti e degli addetti del settore in trattamenti non farmacologici, inclusi l’integrazione alimentare, rimane forte.

Nonostante l’idea che la dieta possa contribuire all’insorgere dell’emicrania sia onnipresente, ad oggi ancora pochi studi ne hanno dimostrato l’efficacia. Un recente studio a cura di Ramsden e colleghi ha mostrato evidenze significative che una dieta ricca di acidi grassi di omega 3 (n-3) riduca la frequenza del mal di testa rispetto a una dieta con normale amministrazione di acidi grassi di omega 3 e omega 6.

L’omega 3 e l’omega 6 sono precursori di ossipiline, molecole che sono coinvolte nei processi di regolazione del dolore e dell’infiammazione. Mentre le ossipiline derivanti dagli acidi grassi di omega 6 peggiorano il dolore e contribuiscono all’insorgenza dell’emicrania, i derivati da omega 3 sono associati con effetti anti-nocicettivi ed antinfiammatori.

I ricercatori hanno cercato di capire se le diete ricche di acidi grassi omega 3 potessero aumentare i livelli dell'acido 17-idrossidocosaesaenoico (17-HDHA), che riduce il dolore, e ridurre la frequenza e la gravità del mal di testa. Per questo hanno valutato i dati di 182 pazienti con emicrania per 5-20 giorni al mese, randomizzati a una di tre diete per 16 settimane. La dieta di controllo includeva livelli tipici di acidi grassi omega 3 e omega 6. Le due diete di intervento avevano livelli aumentati di acidi grassi omega 3, ma una conservava i livelli di assunzione di acidi omega 6 della dieta di controllo e l'altra li riduceva. Durante le 16 settimane, entrambe le diete di intervento hanno aumentato i livelli di 17-HDHA rispetto alla dieta di controllo e, sebbene i punteggi della qualità della vita correlata al mal di testa siano migliorati in entrambi i gruppi, non sono stati significativamente diversi da quelli del gruppo di controllo. Tuttavia, la frequenza della cefalea è risultata significativamente ridotta in entrambi i gruppi di intervento, tanto che la dieta ricca di omega 3 è stata associata a una riduzione di 1,3 ore di cefalea al giorno e di due giorni di cefalea al mese, e che il gruppo con la dieta ad alto contenuto di omega 3 e basso contenuto di omega 6 ha visto una riduzione di 1,7 ore di cefalea al giorno e quattro giorni di cefalea al mese. I partecipanti ai gruppi di intervento hanno anche riportato mal di testa più brevi e meno gravi rispetto a quelli del gruppo di controllo.