Numero verde

Gruppo Farmaimpresa

Product & consulting

È possibile che le compresse di integratori alimentari non si disaggreghino e che vengano, quindi, eliminate dall’organismo tali e quali? Secondo un’analisi condotta da Fabiana Quaglia, docente di Tecnologia farmaceutica all’Università Federico II di Napoli, ed analizzata sul nutrientiesupplementi.it, c’è il serio rischio che il consumatore finale possa acquistare prodotti che sono del tutto ininfluenti sull’organismo.

Tecnicamente, la ricerca ha previsto prevede l’introduzione di sei compresse in un cestello porta tubi, una compressa per tubo, alzato e abbassato da un dispositivo in un recipiente contenente un liquido di immersione termostatato a 37°C. Trascorso il tempo indicato dal testo di riferimento per valutare la qualità dei farmaci di Farmacopea, che differisce per le diverse tipologie di compresse, si solleva il cestello dal liquido e si esamina lo stato delle compresse che devono essere completamente disaggregate.

L’analisi ha evidenziato che il 50% dei campioni in compresse analizzati non soddisfa le specifiche del saggio, ovvero non disaggrega nei tempi raccomandati dalla Farmacopea.

Ciò pone dei problemi sia in termini di efficacia che di sicurezza.

In generale, una compressa è concepita per disaggregarsi a contatto con il contenuto gastrico o intestinale e permettere l’assorbimento degli attivi che contiene. È certo che una compressa che non disgrega difficilmente può determinare effetti salutistici. Non è da escludere, però, che l’assunzione giornaliera di una o più compresse che non disaggregano e il fatto che gli integratori sono assunti per periodi di tempo prolungati può potenzialmente causare fenomeni dannosi a livello intestinale.

Gruppo Farmaimpresa, da anni, ha adottato pratiche di fabbricazione particolarmente attente in tal senso. Tutti i prodotti realizzati dai nostri siti di produzione sono conformi alle diverse specifiche della Farmacopea Europea, compreso il testo relativo alla disaggregazione delle compresse.